Tasse sulle vincite ai casino
Tra leggi e normative in costante cambiamento, la questione tassazione gioco d’azzardo può risultare spesso caotica o confusionaria. A partire dal 1967, infatti, lo Stato italiano ha spesso modificato le direttive emanate in materia, con l’ultima grande “rivoluzione” nel 2022. Tali novità sono derivate direttamente dall’impatto avuto dal gambling online sull’erario, così come dalla necessità di meglio regolamentare nuove tipologie di giochi sempre più diffuse, quali AWP o VLT.
Precedentemente, la tassa sulle vincite era fissa, in forma di flat tax, applicata a tutti gli importi ottenuti a prescindere dalla tipo di gioco tramite la quale tale somma era stata incassata. Ad oggi, invece, troviamo un’aliquota differente in base al gioco e all’ammontare vinto. Nei prossimi paragrafi, andremo a discutere nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere in materia di tasse sulle vincite casino online, in modo da essere perfettamente preparati quando la fortuna vi bacerà.
Tasse sulle vincite: le differenze principali da considerare
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Quanto vengono tassate le vincite?
Andiamo al succo della questione, cioè quanto sono tassate le vincite effettivamente? Come già anticipato nell’introduzione, attualmente, le imposte sulle somme ottenute giocando non sono fisse, bensì variabili, ma l’importo finale dovuto allo Stato non cambia solo in base a quanto si è vinto.
Le aliquote, aggiornate nel 2022, differiscono anche per tipologia di prodotto da cui la vincita è stata generata, con percentuali diverse applicate a slot, tavoli da poker, lotto e così via. Per la maggior parte dei giochi, però, vale una regola: solo su importi superiori a 500€ sono soggetti a tassazione.
Vediamo ora le quote di prelievo statale per AWP (Amusement with Prizes), VLT, lotterie, skill games, giochi di carte e sorte a quota fissa:
| GIOCO | ALIQUOTA |
| Lotto (Tradizionale, 10 e Lotto) | 8% / 11% |
| Giochi numerici a totalizzatore nazionale (Superenalotto, Superstar, Win-for-Life) | 31,50% / 38,27%/ 23,27% |
| Lotterie (differite e istantanee) | 20% |
| Bingo | 20% |
| Apparecchi (AWP e VLT) | 24% / 8,60% |
| Giochi d’abilità online o, in generale, a distanza | 20% |
| Giochi di carte e di sorte a quota fissa (poker cash e giochi casinò) | 20% |
Quelle appena citate sono le aliquote approvate e confermate più di recente, con alcuni aumenti entrati in vigore a partire dal 2023 che hanno impattato soprattutto apparecchi e lotterie. Non sono previste ulteriori modifiche nell’anno corrente.
Imposta unica
Si parla di imposta unica come sostituto della flat tax del 12% che veniva applicata sulle vincite erogate da un qualsivoglia tipo di gioco di fortuna o skill games.
Prima dell’attuale normativa, era stato studiato e approvato un sistema che vedeva la tassazione procedere in modo progressivo, con un aumento dell’aliquota sulla base di quanto si fosse vinto.
Gli scaglioni prevedevano:
- 15% di ritenuta su tutti gli introiti compresi tra i 500 e i 1.000€
- 18% di ritenuta sulle somme tra i 1.000€ e i 10.000€
- 21% di ritenuta sulle vincite tra i 10.000 e i 50.000€
- 23% di ritenuta sulle cifre tra i 50.000€ e i 10 milioni
- 25% di ritenuta per tutte le vincite superiori ai 10 milioni.
Vincite di fascia alta: cosa sono?
Se ti stai chiedendo: “Se vinco 10.000 euro al gratta e vinci quanto pago di tasse?”, eccoti un piccolo e doveroso approfondimento sull’argomento lotterie istantanee e non.
Per questa tipologia di gioco, la percentuale dovuta sulle vincite non varia rispetto alle aliquote citate precedentemente, la tassazione gratta e vinci rimane al 20% e per il lotto l’8%, o in base a dove è stata effettuata la giocata (centro fisico od online). A essere diversa è la procedura di riscossione.
Abbiamo, infatti, 3 fasce in cui si collocano le vincite:
- Bassa: Vincite pari o inferiori a 543€
- Media: Importo compreso tra 543 e 2.173€ (schedina cartacea); pari o inferiore a 10.500€ (generale)
- Alta: Tutte le vincite superiori a 10.500€
Le somme che rientrano nella fascia bassa/media (fino a 2.173€) possono essere riscosse in una ricevitoria. Per tutte le vincite superiori, invece, bisogna richiedere il pagamento, il quale verrà effettuato in via telematica, con la possibilità di scegliere tra bonifico bancario o postale, se ci si reca in ricevitoria, oppure inoltrando specifica richiesta presso uno sportello bancario Intesa San Paolo.
I prelievi in contanti per gli importi di fascia bassa sono possibili solo perché, come detto, non vi è tassazione se non sopra i 500€. A livello generale, l’accredito anche delle somme più alte già tassate alla fonte non supera i 30 giorni.
Le vincite fanno reddito? La questione dichiarazione
Le vincite ottenute giocando in un casinò online o fisico rientrano a tutti gli effetti in quelli definiti Redditi Diversi, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, e incidono sulla situazione fiscale e tributaria. Tuttavia, se ottenute in uno stabilimento, seppur virtuale, autorizzato dal Governo italiano mediante licenza ADM, l’operatore agirà da sostituto d’imposta, facendo sì che il giocatore fortunato non debba inserire nulla nella propria dichiarazione dei redditi, poiché la tassazione è già avvenuta alla fonte.
Lo stesso non si può dire delle vincite nei portali non ADM o nei casinò esteri. Non avendo i gestori gli stessi obblighi nei confronti del nostro Stato, è il cliente singolo che potrebbe ritrovarsi a dover dichiarare tali vincite se superano una certa somma.
Attualmente, le normative in materia risultano alquanto confuse, mancando delle vere e proprie linee guida sul gambling europeo. La migliore strada da intraprendere, dunque, è quella di rivolgersi a un commercialista che analizzi il proprio caso in modo specifico.
